Portale Trasparenza Comune di San Vincenzo - REGOLAMENTO DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Atti generali

REGOLAMENTO DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

Procedimenti associati: Tributi - IMU
Strutture organizzative associate: Area Servizi alla Persona, Affari Generali
Numero: 0
Protocollo: 0

Art. 1. - AMBITO DI APPLICAZIONE
1. Il presente Regolamento viene adottato ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446 e disciplina l’Imposta Municipale Propria, istituita in via
sperimentale, a decorrere dall'anno 2012, secondo a quanto stabilito dagli articoli 8
e 9 del Decreto Legislativo 14 Marzo 2011 n. 23, e dell'art. 13 del D.L. n. 201/2011,
con le modificazioni apportate dalla relativa legge di conversione.
2. Per quanto non previsto nel presente regolamento si applicano le disposizioni
previste dalle vigenti leggi nazionali in materia di imposta municipale propria, di
attività di accertamento, sanzioni, riscossione, rimborsi e contenzioso.

Art. 2. - PRESUPPOSTO D’IMPOSTA
1. L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili così definiti:
– fabbricato: l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto
edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata
dalla costruzione e quella di pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è
soggetto ad imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori ovvero, se
antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato;
– area fabbricabile: l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti
urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di
edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di
espropriazione per pubblica utilità. L’edificabilità dell’area non deve
necessariamente discendere da piani urbanistici particolareggiati, essendo
sufficiente che tale caratteristica risulti da un piano regolatore generale. Sono
tuttavia considerati terreni agricoli quelli posseduti e condotti dai coltivatori diretti o
imprenditori agricoli che esplicano la loro attività a titolo principale, sui quali persiste
l’utilizzazione agro silvo pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla
coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di
animali.
– terreno agricolo: il terreno adibito alle attività di coltivazione del fondo,
silvicoltura, allevamento del bestiame ed attività connesse, in regime di impresa.

ART. 3 - SOGGETTI PASSIVI DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA
1. Soggetti passivi dell'imposta municipale propria sono il proprietario di immobili,
inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli
strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa, ovvero il
titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Nel
caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli
immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria,
soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata
del contratto.
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria

Art. 4. - CONDIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA NATURA NON
EDIFICABILE DEI TERRENI UTILIZZATI PER ATTIVITÀ AGRO SILVO PASTORALE
1. Non sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai coltivatori
diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1 del D.Lgs. del
29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, sui quali persiste
l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla
coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di
animali.
2. In caso di comunione di un terreno edificabile in cui persista, per intero,
l’utilizzazione agro-silvo-pastorale ad opera di uno dei comproprietari, in
possesso dei requisiti richiesti dalla legge, l’equiparazione dello stesso a terreno
agricolo deve essere estesa anche agli altri possessori che non esercitano sullo
stesso attività agricola.

Art. 5. - ABITAZIONE PRINCIPALE E RELATIVE ASSIMILAZIONI
1. Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio
urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e
risiede anagraficamente.
2. Ai fini dell’imposta municipale propria si considera abitazione principale la ex casa
coniugale del soggetto passivo che non ne risulti assegnatario a seguito di
provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento, cessazione degli
effetti civili del matrimonio, purché lo stesso non sia proprietario o titolare di altro
diritto reale di un immobile adibito ad abitazione nello stesso comune.
3. In base al presente regolamento, è altresì assimilata all'abitazione principale, l'unità
immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che
acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero
permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.
4. In base al presente regolamento, è inoltre assimilata all'abitazione principale, l'unità
immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a
titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.
5. Sono altresì soggette al trattamento dell'abitazione principale, ai soli fini della
detrazione di imposta le unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a
proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari, nonché gli
alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari.

Art. 6. - ESTENSIONE DELLE AGEVOLAZIONI ALLE PERTINENZE DELLE
ABITAZIONI PRINCIPALI
1. Le pertinenze, anche se distintamente iscritte in catasto, sono considerate parti
integranti dell’abitazione principale di residenza, purché siano destinate ed
effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio della stessa unità immobiliare
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria
principale sopra citata. Il regime agevolato, previsto per l’abitazione principale di
residenza, si applica alle pertinenze che, oltre a possedere i requisiti suddetti, siano:
a. classificate nelle categorie catastali C/2 (cantine e locali di deposito), C/6
(stalle, scuderie, rimesse, autorimesse), C/7 (tettoie chiuse o aperte e posti
auto);
b. direttamente utilizzate dal soggetto passivo (proprietario, usufruttuario o
titolare di altro diritto reale di godimento, anche se in quota parte) tenuto al
pagamento dell’imposta per l’abitazione principale di residenza.
2. Le agevolazioni suddette competono fino ad un massimo di un’unità pertinenziale
per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto
unitamente all’unità ad uso abitativo.

Art. 7. - ESENZIONE PER GLI IMMOBILI UTILIZZATI DA ENTI NON COMMERCIALI
1. L'esenzione dall'IMU, prevista all'art. 9, c. 8, secondo periodo del D.Lgs. n.
23/2011, concernente gli immobili utilizzati da Enti non commerciali, compete
esclusivamente, a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche
posseduti dall'Ente non commerciale utilizzatore.
2. l soggetti sopra elencati, per usufruire della esenzione suddetta, entro il mese di
dicembre dell'anno di competenza, devono produrre al Comune l'elenco degli
immobili utilizzati per fini non commerciali.

Art. 8. - DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE AREE FABBRICABILI
1. L'Amministrazione, con specifico provvedimento della Giunta Comunale determina,
periodicamente e per zone omogenee, i valori medi venali in comune commercio
delle aree fabbricabili site nel territorio del Comune. Allo scopo, può costituire una
conferenza di servizio con funzioni consultive, chiamando a parteciparvi i
responsabili degli uffici comunali tributario e urbanistico o tecnico ed eventuali
competenti esterni, anche di uffici statali (avvalendosi dei servizi prestati in tal senso
dall’Agenzia del Territorio).
2. Fermo restando che il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune
commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona
territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita,
agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la
costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla di vendita di aree aventi
analoghe caratteristiche, non si fa luogo ad accertamento del loro maggiore valore
nel caso in cui l’imposta dovuta, per le predette aree, risulti tempestivamente
versata sulla base di valori non inferiori a quelli determinati secondo quanto stabilito
dal comma 1 del presente articolo.
3. Qualora il contribuente abbia dichiarato il valore delle aree fabbricabili in misura
superiore e quella che risulterebbe dall'applicazione dei valori predeterminati ai
sensi del comma 1 del presente articolo, al contribuente non compete alcun
rimborso relativo all'eccedenza d'imposta versata a tale titolo.
4. In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato e di
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria
interventi di recupero, a norma dell'art. 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della legge
5 agosto 1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, che è
considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera,
fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione,
ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o
ristrutturato è comunque utilizzato.

Art. 9. - MODALITÀ DI VERSAMENTO
1. L’Imposta Municipale Propria in autotassazione viene corrisposta con le modalità
previste dalla normativa statale.
2. Il pagamento dell’Imposta Municipale Propria deve essere effettuato con
arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero
per eccesso se superiore a detto importo.
3. Ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. i), del D.lgs. 446/97, i versamenti effettuati da un
contitolare anche per conto degli altri si considerano regolarmente effettuati purché
l’imposta relativa all'immobile in questione sia stata totalmente assolta per l'anno di
riferimento.

Art. 10. - DICHIARAZIONE
1. Salvo che il legislatore ponga ulteriori adempimenti a carico del contribuente, lo
stesso è obbligato a presentare la dichiarazione nei casi in cui gli elementi rilevanti
ai fini dell'imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure
telematiche previste dall'articolo 3-bis del D.Lgs. n. 463/1997, concernente la
disciplina del modello unico informatico.

Art. 11. - ATTIVITA’ DI CONTROLLO
1. L’attività di controllo è effettuata secondo le modalità disciplinate nell’art. 1, commi
161 e162 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni ed
integrazioni.
2. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di
decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la
dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
3. L’ufficio non procede ad emettere atti di imposizione quando l’importo
complessivo non supera € 30,00.
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria

Art. 12. - SANZIONI
1. Per l'omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione
amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto, con un minimo
di € 51,65.
2. Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione
amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta.
3. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non incidenti sull'ammontare
dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa da € 51,65 a € 258,23.
4. Per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e
documenti o per la mancata restituzione di questionari nei termini si applica la
sanzione di € 258,00, mentre per la loro mancata o incompleta o infedele
compilazione si prevede la sanzione di € 155,00.
5. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un terzo se, entro il termine per
ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il
pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.

Art. 13. - RIMBORSI
1. Il contribuente può richiedere al Comune il rimborso delle somme versate e non
dovute entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento ovvero da quello in cui è
stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione. In caso di procedimento
contenzioso, si intende come giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione
quello in cui è intervenuta decisione definitiva. Sull’istanza di rimborso, il Comune
procede entro 180 giorni dalla data di presentazione al protocollo generale. L’istanza
di rimborso deve essere corredata da copia dei bollettini di versamento. Sulle
somme rimborsate spettano gli interessi, con maturazione giorno per giorno, nella
misura di tre punti percentuali in più rispetto al saggio degli interessi legali.
2. E’ comunque riconosciuto il diritto al rimborso anche oltre il citato termine
quinquennale e fino a prescrizione decennale, nel caso in cui l’imposta sia
erroneamente stata versata a questo Comune per immobili ubicati in Comune
diverso.
3. Non si darà luogo a rimborso per gli importi inferiori a € 30,00.

Art. 14. - INCENTIVI PER IL PERSONALE ADDETTO
1. Per incentivare l’attività di controllo sono attribuiti annualmente dietro presentazione
di apposito progetto, da approvarsi con deliberazione di Giunta, compensi
incentivanti al personale addetto all'ufficio tributi /uffici di supporto che ha
partecipato a tale attività.
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria

Art. 15 - NORME DI RINVIO
1. Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni
di cui agli artt. 8 e 9 del D.Lgs. 23/2011 e all’art. 13 del D.L. 201/2011, ed ogni altra
normativa vigente applicabile all’imposta municipale propria.

Art. 16. - ENTRATA IN VIGORE
1. Il presente regolamento entra in vigore il 1 gennaio 2012.
Regolamento dell’Imposta Municipale Propria
 

Contenuto inserito il 31-10-2013 aggiornato al 10-02-2014
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