Portale Trasparenza Comune di San Vincenzo - REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU)

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Atti generali

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU)

Procedimenti associati: Tributi - NUOVA IMU
Data emissione: 31-07-2020
Numero: 0
Protocollo: 0

Approvato con deliberazione C.C. n. 30 del 31/07/2020

TITOLO I – PRESUPPOSTO, SOGGETTI ED OGGETTO DELL’IMPOSTA
Art. 1 - Oggetto del Regolamento
Art. 2 - Soggetto attivo
Art. 3 - Presupposto impositivo
Art. 4 - Soggetti passivi
TITOLO II – DEFINIZIONI E BASE IMPONIBILE DELL’IMPOSTA
Art. 5 - Definizione di immobili assoggettati all’imposta
Art. 6 - Fabbricati assimilati all’abitazione principale
Art. 7 - Base imponibile dei fabbricati e dei terreni agricoli
Art. 8 - Valore imponibile delle aree fabbricabili
Art. 9 - Riduzioni della base imponibile
Art. 10 - Requisiti di fabbricati inagibili
TITOLO III – ESENZIONI E RIDUZIONI
Art. 11 - Esenzione di terreni agricoli
Art. 12 - Esenzioni di altri immobili
TITOLO IV – VERSAMENTI, DICHIARAZIONI, ACCERTAMENTO, RISCOSSIONE, RIMBORSI
E CONTENZIOSO
Art. 13 - Aliquote, detrazioni ed agevolazioni
Art. 14 - Versamento dell’imposta
Art. 15 - Dichiarazione IMU
Art. 16 - Funzionario Responsabile IMU
Art. 17 - Poteri del Comune
Art. 18 - Attività di controllo e accertamento
Art. 19 - Interessi
Art. 20 - Sanzioni
Art. 21 - Somme di modesto ammontare
Art. 22 - Contenzioso
Art. 23 - Rimborsi e compensazioni
TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 24 - Entrata in vigore, abrogazioni e clausola di adeguamento
TITOLO I – PRESUPPOSTO, SOGGETTI ED OGGETTO DELL’IMPOSTA
Art. 1. Oggetto del Regolamento
1. Le disposizioni del presente regolamento regolano l'applicazione nel Comune di San Vincenzo
dell'imposta municipale propria, istituita e disciplinata dall’art. 1 commi 738-783 della L.
160/2019.
2. Le disposizioni del presente regolamento disciplinano in particolare condizioni, modalità ed
adempimenti amministrativi per l’applicazione dell’imposta e sono adottate nell’ambito della
potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del D. Lgs. n. 446/1997.
3. Per quanto non previsto e disciplinato dal presente regolamento si applicano le disposizioni di
legge vigenti.
Art. 2. Soggetto attivo
1. L’imposta è applicata e riscossa dal Comune di San Vincenzo nel cui territorio insiste,
interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili ad imposizione.
2. L’imposta non si applica agli immobili di cui il Comune è proprietario ovvero titolare di altro
diritto reale di godimento quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul
proprio territorio.
3. In caso di variazioni delle circoscrizioni territoriali dei comuni, si considera soggetto attivo il
comune nell’ambito del cui territorio risultano ubicati gli immobili al 1° gennaio dell’anno cui
l’imposta si riferisce.
Art. 3. Presupposto impositivo
1. Presupposto dell’imposta municipale propria è il possesso di immobili, siti nel territorio
del Comune di San Vincenzo, fatte salve eventuali esclusioni disposte dalla legge.
2. Il possesso dell’abitazione principale o unità immobiliari a questa assimilate, come
definite dai successivi artt. 5 e 6, non costituisce presupposto dell’imposta, salvo che si
tratti di un’unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.
Art. 4. Soggetti passivi
1. I soggetti passivi dell’imposta sono i possessori di immobili, intendendosi per tali il
proprietario ovvero il titolare di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi,
superficie sugli stessi.
2. È soggetto passivo dell’imposta il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di
provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al
genitore affidatario dei figli.
3. Nel caso di concessione di aree demaniali, il soggetto passivo è il concessionario.
4. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione
finanziaria, il soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per
tutta la durata del contratto.
5. Il coniuge superstite, ai sensi e per gli effetti dell’art. 540 del codice civile, anche quando
concorra con altri chiamati, è tenuto al pagamento dell’imposta, ove dovuta, in quanto
gli è riservato il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e relative
pertinenze, se di proprietà del defunto o comune.
6. In presenza di più soggetti passivi con riferimento ad un medesimo immobile, ognuno è
titolare di un’autonoma obbligazione tributaria e nell’applicazione dell’imposta si tiene
conto degli elementi soggettivi ed oggettivi riferiti ad ogni singola quota di possesso,
anche nei casi di applicazione delle esenzioni o agevolazioni.
7. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, il
curatore o il commissario liquidatore sono tenuti al versamento della tassa dovuta per il
periodo di durata dell'intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data
del decreto di trasferimento degli immobili.
TITOLO II – DEFINIZIONI E BASE IMPONIBILE DELL’IMPOSTA
Art. 5. Definizione di immobili assoggettati all’imposta
1. Ai fini dell'applicazione dell’imposta municipale propria:
a) per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta
nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita catastale,
considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla
costruzione e quella che ne costituisce pertinenza esclusivamente ai fini
urbanistici, purché accatastata unitariamente; il fabbricato di nuova
costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori
di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato;
b) per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base
agli strumenti urbanistici generali o attuativi, ovvero in base alle possibilità
effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti
dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità; sono considerate
fabbricabili le aree utilizzabili a scopo edificatorio in base allo strumento
urbanistico adottato, indipendentemente dall’approvazione della Regione e
dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo. Sono considerati, tuttavia,
non fabbricabili, i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli
imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 D.Lgs 99/2004, iscritti nella
previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo 1, comma
3, del citato decreto, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale
mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla
silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.
c) per terreno agricolo si intende il terreno iscritto in catasto, a qualsiasi uso
destinato, compreso quello non coltivato.
d) per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto
edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i
componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono
anagraficamente; la contestuale sussistenza dei requisiti della dimora abituale
e della residenza anagrafica è presupposto imprescindibile per la
qualificazione dell’unità quale abitazione principale. Nel caso in cui i
componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la
residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le
agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione
al nucleo familiare si applicano per un solo immobile;
e) per “pertinenze dell’abitazione principale” si intendono esclusivamente quelle
unità immobiliari classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella
misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali
indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo,
detenute e direttamente utilizzate dal soggetto passivo titolare dell’immobile
adibito ad abitazione principale; l’unità immobiliare è considerata pertinenza a
condizione che il possessore, anche se in quota parte, dell'abitazione
principale sia altresì possessore, anche se in quota parte, della pertinenza
e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita alla predetta
abitazione con la presenza degli elementi oggettivi e soggettivi richiesti
dall’art. 817 del codice civile.
2. In relazione a quanto previsto dalla lettera a) del precedente comma per area
pertinenziale si intende l’area, facente parte dello stesso lotto edificatorio del
fabbricato e a questo unitariamente accatastato, destinata funzionalmente e
oggettivamente a servizio del fabbricato e della sua volumetria edificata come
risultante dai titoli edilizi rilasciati, priva di autonomo valore di mercato ed irrilevante,
in termini di cubatura o volume minimo, tali da consentire in relazione al fabbricato
una destinazione autonoma.
3. Sono soggetti ad imposta i fabbricati costruiti abusivamente, a prescindere dalla
presentazione della domanda di sanatoria edilizia, qualora ammessa e dal relativo
esito, ed il terreno sul quale è stato realizzato un fabbricato abusivo che, seppur non
qualificato dagli strumenti urbanistici quale area a destinazione edificatoria, deve
comunque ritenersi edificabile, ai soli fini tributari, dalla data di inizio lavori ove
accertabile o desumibile con altri mezzi probatori.
Art. 6 Fabbricati assimilati all’abitazione principale
1. Sono assimilati all’abitazione principale le seguenti fattispecie di fabbricati:
a) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa
adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa
destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di
residenza anagrafica;
c) fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal
decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, adibiti ad abitazione
principale;
d) la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di
provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione
dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
e) un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica
unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in
servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad
ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad
ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto
legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera
prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e
della residenza anagrafica;
f) l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la
residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a
condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la
predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare. Per
tali unità immobiliari deve essere presentata apposita dichiarazione di
sussistenza o cessazione dei presupposti agevolativi, entro i termini e con le
modalità di cui alla vigente normativa, la cui omissione comporta la decadenza
dal diritto ovvero il mancato riconoscimento dell’agevolazione.
Art. 7. Base imponibile dei fabbricati e dei terreni agricoli
1. La base imponibile dell’imposta è costituita dal valore degli immobili.
2. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è determinato applicando, all'ammontare
delle rendite risultanti in catasto e vigenti al primo gennaio dell'anno di imposizione,
le rivalutazioni ed i coefficienti moltiplicatori determinati ai sensi del comma 745
dell’art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i..
3. Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente
posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino al momento della richiesta
dell’attribuzione della rendita il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun
anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti
nel penultimo periodo del comma 3 dell’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio 1992, n.
333, applicando i coefficienti ivi previsti, da aggiornare con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze. In caso di locazione finanziaria, il valore è determinato
sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire
tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
4. Le variazioni di rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi
edilizi sul fabbricato, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori o, se
antecedente, dalla data di utilizzo; a titolo esemplificativo, tali interventi possono
essere finalizzati a:
1. variazione di destinazione d’uso dell’unità immobiliare (es. da abitazione ad
ufficio);
2. soppressione catastale di un’unità immobiliare;
3. nuova costituzione catastale di un’unità immobiliare;
4. fusione catastale di due o più unità immobiliari.
5. In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di fabbricato, di interventi
di recupero a norma dell'art. 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del D.P.R. n. 380/2001,
a far tempo dalla data di ultimazione dei lavori la base imponibile è costituita dal
valore del fabbricato di nuova costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è
comunque utilizzato ovvero iscritto in catasto, indipendentemente da eventuale
rilascio del certificato di abitabilità od agibilità; l’utilizzo del fabbricato è dimostrabile a
mezzo di prove indirette quali l’allacciamento a pubbliche utenze e purché siano
riscontrabili gli elementi strutturali necessari funzionali all’uso (abitativo, industri n
coltivati, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito
dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, le
rivalutazioni e il coefficiente moltiplicatore determinato ai sensi del comma 746
dell’art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i..
Art. 8. Valore imponibile delle aree fabbricabili
1. Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al
1° gennaio dell’anno di imposizione, o a far data dall’adozione degli strumenti
urbanistici, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di
edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di
adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul
mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
2. Al solo fine di semplificare gli adempimenti a carico del contribuente e per orientare
l’attività di controllo degli uffici, la Giunta Comunale può approvare, periodicamente e
per zone omogenee, i valori medi orientativi di mercato delle aree edificabili site nel
territorio comunale. In caso di mancata adozione della delibera, i valori venali si
intendono confermati di anno in anno.
3. Qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello
predeterminato dalla Giunta Comunale, non si farà luogo ad accertamento di
maggiore imposta a condizione che per la medesima area non sia stato registrato, in
atto pubblico o perizia, un valore superiore a quello deliberato.
4. Qualora il contribuente abbia dichiarato il valore delle aree fabbricabili in misura
superiore a quella che risulterebbe dall'applicazione dei valori predeterminati ai sensi
del comma 2 del presente articolo, al contribuente non compete alcun rimborso
relativo all'eccedenza d'imposta versata a tale titolo.
5. In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi
di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c), d) e f), del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal
valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del
fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione,
ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il
fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato ovvero iscritto in
catasto, indipendentemente da eventuale rilascio del certificato di abitabilità od
agibilità.
6. Il terreno che costituisce pertinenza di fabbricato già edificato ed iscritto o che deve
essere iscritto nel catasto edilizio urbano è escluso da imposizione in presenza dei
requisiti e condizioni di cui all’art. 5 comma 2.
Art. 9. Riduzioni della base imponibile
1. La base imponibile è ridotta del cinquanta per cento per:
a) i fabbricati d’interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42.
b) i fabbricati dichiarati inagibili e, di fatto, non utilizzati, limitatamente al periodo
dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni; L’inagibilità è accertata
dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega
idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha
facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
corredata da relazione tecnica da parte di tecnico abilitato che attesti la
dichiarazione di inagibilità del fabbricato.
c) le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie
catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti
in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale,
a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una
sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente
nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il
beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile
concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile
adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative
classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla
presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di
quest’ultimo in presenza di figli minori.
Art. 10. Requisiti di fabbricati inagibili
1. Ai fini dell’applicazione delle agevolazioni di cui al comma 1 lett. b) dell’articolo 9
l’inagibilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto che comporta il
mancato rispetto dei requisiti di sicurezza statica (fabbricato diroccato, pericolante,
fatiscente) ovvero la sopravvenuta perdita dei requisiti minimi igienico-sanitari, che
rendono impossibile o pericoloso l’utilizzo dell’immobile stesso che risulta
oggettivamente ed assolutamente inidoneo all'uso cui è destinato, per ragioni di
pericolo all'integrità fisica o alla salute delle persone.
2. Ai fini dell’applicazione delle predette agevolazioni non rileva lo stato di fatiscenza di
fabbricati il cui stato di inagibilità e non utilizzabilità possa essere superato con
interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria di cui all’art. 3, lett. a) e b) del
D.P.R. 380/2001 e s.m.i..
3. Il fabbricato non può ritenersi inagibile ai fini di cui al comma 1 ove ricorrano, a titolo
esemplificativo, le seguenti condizioni:
a) fabbricati il cui mancato utilizzo sia dovuto a lavori di qualsiasi tipo diretti alla
conservazione, ammodernamento o miglioramento conseguibili con interventi
di manutenzione di cui all’art. 3, lett. a) e b) del D.P.R. 380/2001 e s.m.i..
b) fabbricati assoggettati a lavori edilizi di cui all’art. 3 , lett. c), d) ed f) del D.P.R.
380/2001, durante l’esecuzione dei lavori stessi;
c) fabbricati inutilizzati o fabbricati a cui manchino gli allacciamenti ad utenze;
d) fabbricato dichiarato in Catasto come ultimato ma ancora in attesa del
certificato di conformità edilizia/agibilità.
4. Il fabbricato può ritenersi inagibile ove ricorrano, a titolo esemplificativo, condizioni di
fatiscenza sopravvenuta quali:
a) fondazioni con gravi lesioni che possono compromettere la stabilità
dell’edificio;
b) strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possano
costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo;
c) strutture di collegamento e strutture verticali con gravi lesioni che possano
costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi
di crollo parziale o totale;
d) edifici per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di demolizione o
ripristino atta ad evitare danni a cose o persone;
e) edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza
non siano più compatibili all'uso per il quale erano destinati.
5. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari (individuate secondo le vigenti
procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d'uso, e l’inagibilità
riguarda singole unità immobiliari, la riduzione d'imposta dovrà essere applicata solo
a queste ultime e non all'intero edificio.
6. Ai fini dell’applicazione dell’agevolazione l’inizio della condizione di inagibilità
debitamente verificata, decorre dalla data di presentazione in alternativa di:
a) richiesta di perizia, con costi a carico del proprietario, presentata ai servizi
tecnici comunali;
b) dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/200 al Servizio Tributi,
contenente analitica descrizione relativa allo stato dell’immobile e motivazione
delle cause di degrado, corredata da perizia di tecnico abilitato attestante lo
stato di inagibilità dell’immobile che il Servizio Tributi si riserva di sottoporre ai
servizi tecnici comunali per la verifica di veridicità; nel caso di dichiarazione
mendace verranno applicate tutte le penalità previste dalla legge e dai
regolamenti comunali, oltre che il recupero della maggiore imposta dovuta e
non versata.
7. Mantengono efficacia ai fini della riduzione le dichiarazioni presentate in material di
ICI ed IMU in precedenti annualità d’imposta, semprechè le condizioni di inagibilità
risultino conformi a quanto previsto dal presente articolo.
8. L’omissione di uno degli adempimenti di cui al comma 6 comporta la decadenza dal
diritto al riconoscimento retroattivo ovvero il mancato riconoscimento
dell’agevolazione.
TITOLO III – ESENZIONI E RIDUZIONI
Art. 11. Esenzione di terreni agricoli
1. Sono esenti dall’imposta i terreni agricoli come di seguito qualificati:
a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli
professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99,
iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole di cui all’articolo
1, comma 3, del citato decreto legislativo n. 99 del 2004, indipendentemente
dalla loro ubicazione;
b) ubicati nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A annesso alla L. n. 448
del 28/12/2001;
c) a immutabile destinazione agro silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile
e inusucapibile;
d) ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della
legge 27 dicembre 1977, n. 984, sulla base dei criteri individuati dalla circolare
del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993.
Art. 12. Esenzioni di altri immobili
1. Sono esenti dall’imposta, per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le
condizioni prescritte:
a) gli immobili posseduti dallo Stato e dai comuni, nonché gli immobili posseduti,
nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai
consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati
esclusivamente ai compiti istituzionali; l’esenzione compete esclusivamente in
caso di identità tra soggetto possessore e soggetto utilizzatore;
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del DPR
601/1973 e s.m.i.;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile
con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16
del Trattato tra la Santa Sede e l’Italia, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso
esecutivo con la legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per
i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in
base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g) gli immobili posseduti e direttamente utilizzati da enti pubblici e privati diversi
dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non abbiano per oggetto
esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, destinati
esclusivamente allo svolgimento diretto e materiale con modalità non
commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca
scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle
attività dirette all’esercizio del culto, cura anime, formazione del clero e dei
religiosi, scopi missionari, catechesi ed educazione cristiana di cui all’ art. 16,
lettera a) della L. 222/1985;
2. L’esenzione di cui alla lettera (g) del comma 1 è limitata agli immobili che soddisfino
le seguenti condizioni:
a) identità tra soggetto possessore, a titolo di proprietà o di diritto reale di
godimento od in qualità di locatario finanziario, e soggetto utilizzatore;
b) rispetto dei presupposti e le condizioni previste dall’art. 91 bis del D.L. n.
1/2012 e s.m.i. nonché del Regolamento del Ministero delle Finanze n.
200/2012.
3. Le esenzioni di cui al comma 1 sono elencate in via tassativa e non suscettibili di
interpretazione analogica.
4. Per destinazione dell’immobile, quale presupposto per beneficiare dell’esenzione di
cui al comma 1, si intende l’esclusiva destinazione temporale e spaziale
dell’immobile alla specifica finalità a cui è riferita l’esenzione, fatto salvo quanto
disposto dall’art. 91 bis del D.L. n. 1/2012 e s.m.i..
TITOLO IV – VERSAMENTI, DICHIARAZIONI, ACCERTAMENTO,
RISCOSSIONE, RIMBORSI E CONTENZIOSO
Art. 13. Aliquote, detrazioni ed agevolazioni
1. Le aliquote, le agevolazioni e le detrazioni sono stabilite con deliberazione del
Consiglio comunale, con le modalità e nei limiti di quanto previsto dalle vigenti
specifiche disposizioni di legge.
2. La deliberazione deve essere adottata entro il termine previsto dalle norme statali per
l'approvazione del bilancio di previsione ed essere pubblicata entro il 28 ottobre sul
sito internet del Dipartimento Finanze del MEF, al fine di esplicare i suoi effetti dal
primo gennaio dell'anno di riferimento; in caso di mancata deliberazione ovvero
mancata pubblicazione entro i relativi termini sono confermate le aliquote, detrazioni
ed agevolazioni vigenti nell'anno precedente, oppure, in loro assenza, quelle di base
fissata dalla legge.
3. Resta ferma la facoltà di modificare le aliquote del tributo entro il termine previsto
dall’art. 193, comma 2, del Decreto Legislativo 18/08/2000, n. 267, per il ripristino
degli equilibri di bilancio, in deroga a quanto previsto dall’art. 1, comma 169, della
Legge 27/12/2006, n. 296.
Art. 14. Versamento dell’imposta
1. L’imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno
nei quali si è protratto il possesso. A tal fine il mese durante il quale il possesso si è
protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato
per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all’acquirente e
l’imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i
giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari
corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria.
2. I soggetti passivi effettuano il versamento dell’imposta dovuta al comune per l’anno
in corso in due rate, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta
in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta
complessivamente dovuta in un’unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16
giugno. Il versamento della prima rata è pari all’imposta dovuta per il primo semestre
applicando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente. Il
versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno è eseguito, a
conguaglio, sulla base delle aliquote risultanti dal prospetto pubblicato nel sito
internet del Dipartimento delle finanze del MEF alla data del 28 ottobre di ciascun
anno.
3. In sede di prima applicazione dell’imposta, la prima rata da corrispondere è pari alla
metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019.
4. I versamenti d’imposta sono effettuati esclusivamente mediante versamento diretto al
Comune per mezzo di modello di pagamento unificato F24 di cui all’articolo 17 del
Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ovvero attraverso altre forme di pagamento
previste dalla legge;
5. Non sono dovuti versamenti quando l'importo dell’imposta annuale
complessivamente dovuta dal contribuente per tutti gli immobili posseduti o detenuti
risulti pari o inferiore a Euro 12,00 annui.
6. L’importo da versare è arrotondato all’euro superiore o inferiore a seconda che le
cifre decimali siano superiori o inferiori/pari a 49 centesimi, in base a quanto previsto
dal comma 166, art 1, della L. 296/2006; in caso di utilizzo del modello di pagamento
unificato F24 di cui all’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241
l’arrotondamento deve essere effettuato per ciascun codice tributo.
7. Si considerano regolarmente eseguiti i versamenti:
 effettuati da un contitolare anche per conto degli altri, a condizione che il
debito d’imposta per gli immobili in contitolarità sia stato regolarmente
assolto;
 effettuati in caso di successione da un erede per conto degli altri od a
nome del de cuius, limitatamente al periodo intercorrente tra la data del
decesso e quella di presentazione della dichiarazione di successione;
 effettuati entro i termini differiti dalla Giunta Comunale per particolari
situazioni.
Art. 15. Dichiarazione IMU
1. I soggetti passivi IMU devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno
successivo a quello in cui il possesso o la detenzione degli immobili ha avuto inizio o
sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta; la
dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino
modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare
dell’imposta dovuta.
2. La dichiarazione può essere presentata mediante:
a) Consegna diretta al Comune che ne rilascia ricevuta;
b) A mezzo posta con raccomandata senza ricevuta di ritorno;
c) Trasmissione telematica diretta con posta certificate;
d) Trasmissione telematica indiretta con posta certificata, da parte di
intermediario fiscale autorizzato abilitato all’invio telematico di dichiarazioni
fiscali ai sensi dell’art. 3, comma 3 del D.P.R. 322/1998 e s.m.i., con le
modalità applicative determinate dal Comune.
3. La presentazione della dichiarazione, ovvero sua presentazione telematica, deve
avvenire secondo le modalità e lo schema di modello approvate con il decreto del
MEF, ai sensi dell’art. 769 della L. 160/2019 e s.m.i.; restano ferme le dichiarazioni
presentate ai fini IMU e TASI in quanto compatibili.
Art. 16. Funzionario Responsabile IMU
1. Con deliberazione della Giunta Comunale è designato un funzionario cui sono
conferiti le funzioni e i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale
dell'Imposta ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, c. 778 della L. 160/2019 e s.m.i..
Art. 17. Poteri del Comune
1. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari, il funzionario
responsabile può:
a) inviare questionari al contribuente;
b) richiedere dati e notizie, anche in forma massiva, a uffici pubblici ovvero a enti
di gestione di servizi pubblici, in esenzione da spese e diritti;
c) richiedere l’esibizione di documenti atti ad accertare la decorrenza di utilizzo
dei locali (contratti di locazione, affitto, scritture private ecc.);
d) richiedere notizie relative ai presupposti di applicazione tariffaria ai conduttori,
agli occupanti, ai proprietari dei locali e/o delle aree e ad eventuali terzi;
e) accedere alle banche dati di altri Enti nelle forme previste da eventuali appositi
accordi o convenzioni attivate con soggetti pubblici e private;
f) richiedere all’amministratore del condominio ed al soggetto gestore di servizi
comuni in centri commerciali integrati o locali in multiproprietà la trasmissione
di:
 copia del registro di anagrafe condominiale di cui all’art. 1130 c.c.
corredato dal numero degli occupanti o detentori delle singole unità
immobiliari ed aree del condominio;
 elenco degli occupanti o detentori dei locali ed aree del centro
commerciale integrato o del complesso in multiproprietà.
2. L’utente è tenuto a produrre la documentazione e/o le informazioni entro il termine
indicato nell’atto di richiesta. In caso di mancata collaborazione o di risposte non
veritiere si applicano le sanzioni di cui all’art. 20, comma 4 del presente regolamento.
3. Il funzionario responsabile può, con provvedimento dirigenziale, conferire i poteri
istruttori ed ispettivi ai fini dell’accertamento, di contestazione immediata, redazione
e di sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni riscontrate,
nonché i poteri di accesso di cui al comma 2 al personale titolato ed autorizzato
all’effettuazione delle operazioni di accertamento, sulla base dei requisiti e procedure
di cui all’art. 1, comma 179 e ss. della L. 296/96 e s.m.i..
Art. 18. Attività di controllo e accertamento
1. Il Comune procede alla verifica ed accertamento delle dichiarazioni incomplete o
infedeli ovvero dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio
delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, anche avvalendosi dei poteri
istruttori ed ispettivi di cui all’articolo precedente.
2. Non si procede ad accertamento in caso di violazioni che non arrechino pregiudizio
all’esercizio delle azioni di controllo e che non incidono sulla determinazione della
base imponibile.
3. A seguito delle attività di cui al precedenti commi, il Comune, entro i termini di legge,
provvede alla notifica al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata
con avviso di ricevimento, di motivato avviso di accertamento d’ufficio od in rettifica;
l’avviso di accertamento può avere come oggetto una pluralità di annualità d’imposta
anche contenendo contestazione ed irrogazione sanzioni per violazioni differenti.
4. L’avviso di accertamento specifica le ragioni dell’atto e indica distintamente le
somme dovute a titolo di imposta, sanzioni, interessi di mora e spese di notifica, da
versare in unica rata entro il termine di presentazione del ricorso, e contiene
l’intimazione che, in caso di inadempimento, si procederà alla riscossione coattiva
con aggravio degli oneri di riscossione e degli ulteriori interessi di mora, senza la
preventiva notifica della cartella o dell’ingiunzione di pagamento.
5. Il Comune, per la propria azione impositiva, si avvale anche dell'istituto
dell’accertamento con adesione disciplinato nell’apposito regolamento
comunale/regolamento generale delle entrate.
6. Le riscossioni conseguenti ad atti di cui al presente articolo sono effettuate secondo
le modalità stabilite dalla legge o disposizioni regolamentari.
7. A richiesta del contribuente l’ufficio provvede alla compensazione tra importi a debito
ed importi a credito anche relativi a diverse annualità. L’avviso di accertamento deve,
in ogni caso, indicare distintamente l’intero importo a debito e l’importo a credito che
si compensa. L’eventuale eccedenza di credito non compensata potrà essere
rimborsata al contribuente oppure utilizzata per successivi versamenti.
Art. 19. Interessi
1. Il Comune applica gli interessi per la riscossione e per il rimborso dell'imposta, nella
misura prevista dal vigente regolamento delle entrate tributarie del Comune.
2. Gli interessi sono calcolati con maturazione giornaliera con decorrenza dal giorno in
cui sono divenuti esigibili o dalla data dell’eseguito versamento.
Art. 20. Sanzioni
1. In caso di omesso, parziale o tardivo versamento dell’imposta o tributo dovuto alle
scadenze perentorie di versamento si applica la sanzione prevista dall’art. 13 del D.
Lgs n. 471/1997 e s.m.i..
2. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, anche relativamente uno solo
degli immobili posseduti, occupati o detenuti, si applica la sanzione amministrativa
dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di € 50,00.
3. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione amministrativa dal 50% al
100% del tributo non versato, con un minimo di € 50,00.
4. In caso di mancata, incompleta o infedele risposta al questionario e all’istanza di cui
all’art. 18 entro il termine indicato nell’atto di richiesta e comunque entro 60 giorni
dalla sua notificazione si applica la sanzione amministrativa da € 100,00 a € 500,00;
in caso di risposta oltre il termine di 60 giorni dalla notifica, si applica la sanzione da
€ 50,00 ad € 200,00.
5. Le sanzioni di cui ai commi 2, 3 e 4 sono ridotte a un terzo se, entro il termine per la
proposizione del ricorso, interviene acquiescenza del contribuente con il pagamento
del tributo, se dovuto, della sanzione e degli interessi.
Art. 21. Somme di modesto ammontare
1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 168, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si
procede al versamento in via ordinaria e al rimborso per somme pari od inferiori a
12,00 euro per anno d’imposta.
2. Il Comune non procede all’accertamento ed alla riscossione dei relativi crediti
qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non
superi, per ciascun credito, l’importo di euro 16,00.
Art. 22. Contenzioso
1. Contro l'avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni il
provvedimento che respinge l'istanza di rimborso può essere proposto ricorso
secondo le disposizioni contenute nel D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 e successive
modificazioni.
Art. 23. Rimborsi e compensazioni
1. Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente
entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è
stato accertato il diritto alla restituzione. Il rimborso viene effettuato entro centottanta
giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
2. Sulle somme rimborsate spettano gli interessi nella misura prevista dall’art. 19, a
decorrere dalla data dell’eseguito versamento.
3. Non sono eseguiti rimborsi per importi pari od inferiori a euro 12,00 per ciascun anno
d’imposta.
4. Su specifica istanza del contribuente è possibile richiedere l’autorizzazione a
procedere alla compensazione delle somme a credito dell’imposta IMU non dovuta e
versata, senza computo dei relativi interessi, con le somme dovute per la medesima
imposta in occasione della scadenza di versamento immediatamente successiva e
fino ad esaurimento del credito d’imposta; sulla base della richiesta pervenuta ed in
esito alle verifiche compiute, il funzionario responsabile autorizza la compensazione,
rilasciando al contribuente, in luogo del rimborso, un’attestazione indicante
l’ammontare del credito e degli importi compensabili per ogni annualità d’imposta.
TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 24. Entrata in vigore, abrogazioni e clausola di adeguamento
1. Il presente regolamento, pubblicato nei modi di legge, entra in vigore il 1° gennaio
2020 con conseguente abrogazione di tutte le norme regolamentari in contrasto con
il presente regolamento.
2. Il presente regolamento si adegua automaticamente in relazione alle modificazioni
della normativa nazionale.
3. I richiami e le citazioni di norme contenuti nel presente regolamento si devono
intendere fatti al testo vigente delle norme stesse.

Allegati

Regolamento IMU: REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL'IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA.pdf (19/08/2020 - 373 kb - pdf) File con estensione pdf
Contenuto inserito il 31-10-2013 aggiornato al 19-08-2020
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