Portale Trasparenza Comune di San Vincenzo - Regolamento comunale per la disciplina del Commercio in sede fissa

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Atti generali

Regolamento comunale per la disciplina del Commercio in sede fissa

Numero: 0
Protocollo: 0

Il Regolamento comunale per la disciplina del commercio fisso è stato approvato con deliberazione consiliare n. 34 del 28.06.2002 – in vigore dal 10.08.2002.

TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

Art. 1 - Definizioni
Art. 2 - Disciplina normativa e criteri interpretativi
Art. 3 - Responsabile del procedimento
Art. 4 - Sportello Unico per le Attività Produttive

TITOLO II COMMERCIO IN SEDE FISSA E FORME SPECIALI DI VENDITA

Art. 5 - Principi generali
Art. 6 - Strumenti di programmazione urbanistica commerciale
Art. 7 - Comunicazioni ad efficacia differita
Art. 8 - Comunicazioni ad efficacia immediata
Art. 9 - Elementi della comunicazione e modalità di consegna
Art. 10 - Procedimento e controllo di verifica
Art. 11 - Procedimento autorizzatorio
Art. 12 - Comunicazioni ad efficacia immediata
Art. 13 - Presentazione di domanda o comunicazione
Art. 14 - Criteri per il rilascio delle autorizzazioni
Art. 15 - Autorizzazioni dovute
Art. 16 - Procedimento di controllo e verifica
Art. 17 - Classificazione
Art. 18 - Procedimento autorizzatorio
Art. 19 - Comunicazioni ad efficacia immediata
Art. 20 - Presentazione di domanda o comunicazione
Art. 21 - Procedimento di controllo e verifica
Art. 22 - Centri commerciali
Art. 23 - Correlazione dei procedimenti di rilascio della concessione o autorizzazione edilizia e dell'autorizzazione all'apertura, trasferimento o ampliamento di una media o grande strutture di vendita
Art. 24 - Tipologie
Art. 25 - Comunicazione
Art. 26 - Spacci interni
Art. 27 - Apparecchi automatici
Art. 28 - Vendita per corrispondenza o mediante sistemi di comunicazione
Art. 29 - Vendite a domicilio

TITOLO III - DISPOSIZIONI PARTICOLARI E SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA' COMMERCIALE

Art. 30 - Subingresso
Art. 31 - Cessazione
Art. 32 - Affidamento di reparto
Art. 33 - Sospensione dell'attività
Art. 34 - Disciplina degli orari
Art. 35 - Pubblicità dei prezzi
Art. 36 - Vendite straordinarie
Art. 37 - Commercio all'ingrosso e al dettaglio
Art. 38 - Consumo di prodotti alimentari negli esercizi di vicinato

TITOLO IV - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 39 - Centro commerciale naturale
Art. 40 - Disposizioni transitorie per le medie e grandi strutture di vendita
Art. 41 - Trattamento dei dati personali
Art. 42 - Abrogazione ed efficacia
 

TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1 - Definizioni



1. Ai fini del presente regolamento, ove non diversamente stabilito, si intende per:

a.    Decreto: il decreto legislativo 31/03/1998 n° 114, "Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4 della Legge 15/03/1997 n° 59";
b.    Legge Regionale: la Legge Regionale 17/05/1999 n° 28, "Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione del decreto legislativo 31/03/1998 n° 114";
c.    Regolamento Regionale: il Regolamento Regionale 26/07/1999 n° 4, "Regolamento di attuazione della L.R. 17/05/1999 n° 28", come modificato dal Regolamento Regionale 03/05/2000 n° 5;
d.    Direttive: la Deliberazione del Consiglio Regionale 25/05/1999 n° 137, "Direttive per la programmazione urbanistica commerciale di cui alla L.R. 17/05/1999 n°28", così come modificata dalla Deliberazione 26/07/1999 n° 233;
e.    Commercio all'ingrosso: l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti, all'ingrosso o al dettaglio, o ad utilizzatoti professionali, o ad altri utilizzatori in grande;
f.    Commercio al dettaglio: l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale;
g.    Superficie di vendita di un esercizio commerciale: l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi, né le vetrine e le zone di passaggio ad esse antistanti nei casi in cui si trovino all'esterno del negozio sul fronte strada o siano integrate con spazi di passaggio comuni ad altri esercizi commerciali. La superficie di vendita si determina, per ciascun esercizio commerciale, calcolando soltanto l'area che costituisce la superficie calpestabile del pavimento, valutata o valutabile ai fini del rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione edilizia, quale risulta dalle tavole allegate a detti atti;
h.    Esercizio commerciale: il luogo o lo spazio complessivamente utilizzato ed organizzato dall'imprenditore per lo svolgimento dell'attività di vendita. Più esercizi commerciali con distinti titolari possono coesistere all'interno dello stesso locale o struttura fermo restando che è la somma delle loro superfici di vendita ad individuare la tipologia dell'insediamento e la disciplina applicabile;
i.    Esercizi di vicinato: gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq.;
j.    Medie strutture di vendita: gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita superiore a 150 mq. e fino a 1500 mq.;
k.    Grandi strutture di vendita: gli esercizi commerciali aventi superficie di vendita superiore a 1500 mq., distinti secondo le tipologie previste dall'art. 2 del Regolamento regionale;
l.    Centro commerciale: una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente;
m.    Grandi strutture di vendita di tipologia "A": gli esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 10.000 mq. e compatibili con le indicazioni dimensionali previste dalle direttive di cui all'art. 4 L.R. n° 28/99;
n.    Grandi strutture di vendita di tipologia "B": gli esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 5.000 mq. e non superiore a 10.000 mq.;
o.    Grandi strutture di vendita di tipologia "C": gli esercizi commerciali con superficie di vendita superiore a 1.500 mq. e non superiore a 5.000 mq.;
p.    Aree commerciali integrate: le aree per le quali lo strumento urbanistico comunale prevede espressamente la compatibilità per l'insediamento di grandi strutture di vendita e che possono comprendere la localizzazione di grandi e medie strutture di vendita integrate funzionalmente sulla base delle disposizioni di specifico strumento urbanistico attuativo;
q.    Domande concorrenti: quelle per le quali la documentazione prevista è completa o è stata completata nello stesso giorno, sia rispetto a quanto previsto per il rilascio dell'autorizzazione commerciale che per la concessione o autorizzazione edilizia;
r.    Requisiti morali: i requisiti prescritti dall'art. 5, commi 2 e 4 del Decreto;
s.    Requisiti professionali: i requisiti prescritti dall'art. 5, comma 5 del Decreto.

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Art. 2 - Disciplina normativa e criteri interpretativi



1. Il presente regolamento disciplina l'organizzazione degli uffici, i procedimenti, i requisiti degli atti e quant'altro non soggetto a riserva di legge nazionale o regionale in materia di commercio, nel rispetto delle indicazioni e delle disposizioni contenute nella normativa comunitaria, nazionale e regionale in materia;

2. Le norme contenute nel presente Regolamento vanno interpretate alla luce dei principi contenuti nella normativa comunitaria, statale e regionale e si intendono automaticamente abrogate o modificate con l'entrata in vigore di successive disposizioni normative in contrasto, siano esse di carattere comunitario, nazionale o regionale;

3. I riferimenti del presente regolamento a leggi, regolamenti ed altre norme si intendono estesi alle successive modifiche ed integrazione delle stesse;

4. Le disposizioni nelle quali è prevista la presentazione a cura degli interessati di domande o comunicazioni, salva diversa disposizione normativa, vanno interpretate nel senso che tali atti sono necessari soltanto ove determinino sostanziali modificazioni (di fatto o di diritto) della situazione preesistente e tali modificazioni siano soggette ad accertamento, preventivo o successivo, della Pubblica Amministrazione.

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Art. 3 - Responsabile del procedimento



1. Le procedure autorizzatorie, concessorie, di denuncia di inizio di attività, di comunicazione, in materia commerciale ed in materia urbanistica, disciplinate dal presente regolamento, anche ove comportino l'apertura di diversi procedimenti riguardanti più settori o più uffici dello stesso settore dell'Amministrazione Comunale sono organizzate con criteri di unità, uniformità ed omogeneità da un Responsabile del Procedimento, il cui nominativo è notificato all'interessato con la comunicazione d'avvio del procedimento di cui all'art. 7 Legge 07/08/1990 n° 241;

2. Il Responsabile del Procedimento svolge tutti i compiti previsti dall'art. 6 Legge n° 241/90 e, in particolare, cura la corrispondenza con gli interessati o i controinteressati, ivi comprese le richieste di integrazione di dati, dichiarazioni o documenti e le comunicazioni d'ufficio; provvede inoltre ad assicurare adeguati controlli delle dichiarazioni sostitutive ed alla trasmissione degli atti finali;

3. Restano salve le competenze dei Dirigenti Responsabili dei settori interessati all'emanazione degli atti finali dei singoli procedimenti;

4. Nei casi in cui sia necessario procedere contestualmente al rilascio di autorizzazione commerciale e concessione o autorizzazione edilizia, il Responsabile del procedimento è il responsabile dello Sportello Unico per le attività produttive - se costituito e funzionante anche a livello sovracomunale - che provvede, in collaborazione con i competenti dirigenti dei settori interessati, all'istruttoria ed al rilascio degli atti autorizzativi.

5. Qualora lo Sportello Unico per le attività produttive non fosse costituito e funzionante, il riferimento per il richiedente sarà comunque un unico Dirigente responsabile del procedimento.

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Art. 4 - Sportello Unico per le Attività Produttive



1. Si applicano le procedure riguardanti lo Sportello Unico per le Attività Produttive, disciplinate con separata regolamentazione ai sensi del D.P.R. 20/10/1998 n° 447 "Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonché per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'art. 20, comma 8 Legge 15/03/1997 n° 59", come modificato dal D.P.R. 07/12/2000 n° 440.

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TITOLO II - COMMERCIO IN SEDE FISSA E FORME SPECIALI DI VENDITA

 


CAPO I - NORME COMUNI
Art. 5 - Principi generali



1. L'esercizio del commercio, nell'ambito delle limitazioni espressamente previste dalla legge, dal regolamento e dagli atti di indirizzo, nazionali e regionali, è fondato sul principio della libertà di iniziativa economica;

2.L'Amministrazione Comunale garantisce il contemperamento di tale diritto con le esigenze di tutela del pubblico interesse ed il perseguimento degli obiettivi di cui all'art. 2 della Legge Regionale mediante gli strumenti della programmazione urbanistica commerciale di cui alla Legge Regionale, al Regolamento Regionale ed alle Direttive;

3.Nelle comunicazioni e domande presentate in relazione ai procedimenti disciplinati dal presente regolamento, anche ai fini della formazione del silenzio-assenso, fa fede la data di ricevimento/arrivo al protocollo generale del Comune comprovata dal timbro datario e dall'attribuzione del numero di protocollo generale;

4.Tutte le domande e comunicazioni previste dal presente regolamento devono essere presentate o inviate esclusivamente a: Comune di San Vincenzo - Sportello Unico per le Attività Produttive - Via B. Alliata n° 4 e devono essere compilate sull'apposita modulistica approvata ai sensi dell'art. 10, comma 5 Decreto dalla Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome con deliberazione n° 344 del 12/10/2000, disponibile presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, l'Ufficio Attività Produttive, lo Sportello Unico per le Attività Produttive e sul sito internet del Comune all'indirizzo www.comune.san-vincenzo.li.it

5. Fino a quando lo Sportello Unico per le attività produttive non fosse costituito e funzionante, le domande e comunicazioni devono essere presentate o inviate esclusivamente al Sindaco del Comune di San Vincenzo Via B. Alliata n° 4, che provvederà all'assegnazione al responsabile unico del procedimento di cui al comma 5 dell'art. 3 del presente regolamento.

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Art. 6 - Strumenti di programmazione urbanistica commerciale



1. L'Amministrazione Comunale, qualora ne ravvisi l'esigenza, può predisporre anche in un unico atto ed anche alcuni soltanto dei seguenti programmi:

   a. Programma di regolamentazione delle attività commerciali delle aree urbane nelle quali sussistono oggettive condizioni di vulnerabilità della rete degli esercizi di vicinato ai sensi degli artt. 4 e 9 del Regolamento Regionale;
   b. Programma di regolamentazione delle attività commerciali localizzate nei centri storici nonché nelle aree o edifici di interesse storico, archeologico e ambientale ai sensi degli artt. 4 e 7 del Regolamento Regionale;
   c. Programma integrato per la rivitalizzazione della rete distributiva ai sensi degli artt. 4 e 8 del Regolamento Regionale;

2. La regolamentazione commerciale prevista nei citati piani, se adottati, e nel presente regolamento deve intendersi integrata e completata da quella prevista e disciplinata dagli ordinari strumenti di programmazione urbanistica;

3. Di tali atti e programmi, salvi i diritti di accesso e le forme di pubblicità già previste e disciplinate dall'ordinamento, viene data la massima diffusione e pubblicità

4. L'autorizzazione per l'apertura di una media o grande struttura è negata ove l'attività risulti in contrasto con la normativa ovvero con gli strumenti urbanistici vigenti, anche in relazione ai programmi di cui al presente articolo ed agli obiettivi di cui all'art. 2 della Legge Regionale.

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CAPO II - ESERCIZI DI VICINATO
Art. 7 - Comunicazioni ad efficacia differita



1. L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie di vendita fino a 150 mq., l'ampliamento od il cambiamento del settore merceologico, sono soggetti a preventiva comunicazione al Comune;

2. La comunicazione di cui al presente articolo, completa degli elementi essenziali di cui al successivo art. 9, consente l'esercizio dell'attività ivi indicata decorsi trenta giorni dalla data di ricevimento/arrivo al protocollo.

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Art. 8 - Comunicazioni ad efficacia immediata



1. Il subingresso, la cessazione, la riduzione della superficie di vendita e/o del settore merceologico sono soggetti a preventiva comunicazione al Comune;

2. La comunicazione di cui al presente articolo, completa degli elementi essenziali di cui al successivo art. 9, consente il subingresso nell'attività, la riduzione della superficie di vendita e/o del settore merceologico, la cessazione, immediatamente, cioè nella stessa data di ricevimento/arrivo al protocollo.

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Art. 9 - Elementi della comunicazione e modalità di consegna



1. La comunicazione di cui agli artt. 7 e 8 deve essere predisposta su apposita modulistica di cui all'art. 5;

2. La comunicazione effettuata su modulistica diversa o su carta semplice non è efficace e non è idonea a produrre alcuno degli effetti giuridici previsti dal Decreto;

3. La comunicazione va predisposta in triplice copia, di cui una per il Comune, una per l'impresa ed una per la presentazione al Registro Imprese della Camera di Commercio;

4. La comunicazione deve contenere le seguenti dichiarazioni o dati:

   a. dati anagrafici dell'interessato e nome della ditta/società
   b. dati della ditta individuale o della società
   c. possesso dei requisiti morali di cui all'art. 5, comma 2 del Decreto;
   d. di aver rispettato i regolamenti di polizia urbana, annonaria e igienico-sanitaria, i regolamenti edilizi e le norme urbanistiche nonché quelle relative alla destinazione d'uso;
   e. settore o i settori merceologici;
   f. ubicazione dell'esercizio;
   g. superficie di vendita dell'esercizio;
   h. esito dell'eventuale valutazione in caso di applicazione della disposizione di cui all'art. 10, comma 1 lettera c) del Decreto;
   i. possesso dei requisiti professionali (per il settore alimentare) di cui all'art. 5, comma 5 del Decreto da parte del legale rappresentante o del preposto alle vendite;
   j. fotocopia di un documento di identità in corso di validità di ognuna delle persone firmatarie; in caso di cittadini extracomunitari, questi devono allegare fotocopia di valido permesso di soggiorno;
   k. estratto planimetrico a base catastale o aereofotogrammetrico ovvero planimetria in scala 1:100 dell'esercizio;

5. La mancanza, incompletezza o non leggibilità di alcune delle dichiarazioni o dei dati di cui alle precedenti lettere a), c), d), e), f), g), h), i), comporta l'inefficacia della comunicazione, fino alla successiva integrazione della stessa nel termine massimo di quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta di integrazione che sarà tempestivamente trasmessa all'interessato;

6. In relazione alla mancanza, incompletezza o illeggibilità degli altri elementi con la comunicazione di avvio del procedimento, verrà richiesta all'interessato l'integrazione della pratica entro un termine massimo di quindici giorni, senza che ciò comporti l'inefficacia della comunicazione.

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Art. 10 - Procedimento e controllo di verifica



1. A seguito della presentazione delle comunicazioni di cui ai precedenti articoli 7 e 8, l'ufficio competente procede alla verifica della regolarità formale della pratica;

2. Ove la pratica risulti formalmente corretta vengono attivate, a cura dello stesso ufficio, le procedure di verifica e di controllo delle dichiarazioni rese mediante comunicazione agli uffici competenti per gli accertamenti ovvero mediante l'immissione nell'archivio elettronico accessibile anche agli altri uffici comunali, dei dati della comunicazione;

3. Entro dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione viene notificato all'interessato l'avvio del procedimento diretto alla verifica delle dichiarazioni rese anche mediante forme di comunicazione telematica ovvero mediante l'immissione in rete dei dati;

4. Gli atti del procedimento sono soggetti alle forme di accesso previste dagli artt. 22 e seguenti della Legge n° 241/90 e dal regolamento comunale in materia

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CAPO III - MEDIE STRUTTURE
Art. 11 - Procedimento autorizzatorio



1. L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie di vendita fino a 1.500 mq., l'estensione o il cambiamento del settore merceologico di una media struttura di vendita, sono soggetti ad autorizzazione comunale;

2. Il soggetto interessato deve inoltrare domanda utilizzando esclusivamente la modulistica di cui all'art. 5;

3. La domanda presentata su modulistica diversa o su carta semplice non è efficace ed idonea a produrre alcuno degli effetti giuridici previsti dal Decreto né ad avviare il procedimento ed è, conseguentemente, respinta ed archiviata previa espressa comunicazione all'interessato;

4. Il termine di conclusione del procedimento inerente la richiesta di autorizzazione per le medie strutture di vendita è stabilito in novanta giorni dalla data di presentazione della domanda, purché formalmente regolare e completa degli elementi di cui al successivo art.13;

5. La domanda (tranne che si tratti di ampliamento o cambiamento di settore merceologico che non determini variazione della superficie di vendita) deve essere presentata contestualmente a:

a) domanda di concessione o autorizzazione edilizia (ovvero dichiarazione di esistenza della domanda stessa o di titolo già rilasciato);

b) denuncia di inizio di attività o altro che legittimi l'esecuzione dei lavori e delle opere edilizie indispensabili per l'esercizio dell'attività commerciale (ovvero dichiarazione di esistenza di tali atti o della loro non necessità);

6. Qualora il Comune non si pronunci sulla domanda, adottano espresso provvedimento di diniego, entro il termine di novanta giorni dalla data di presentazione, salvo vi sia stata interruzione o sospensione dei termini, la domanda si intende accolta conformemente e limitatamente agli elaborati prodotti ed alle dichiarazioni rese.

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Art. 12 - Comunicazioni ad efficacia immediata



1. Il subingresso, la cessazione, la riduzione della superficie di vendita e/o del settore merceologico, sono soggetti a preventiva comunicazione al Comune;

2. La comunicazione di cui al presente articolo, redatta sull'apposita modulistica di cui all'art. 5 e completa degli elementi essenziali di cui al successivo art.13, consente il subingresso nell'attività, la riduzione della superficie di vendita e/o del settore merceologico, la cessazione, immediatamente dalla data di ricevimento/arrivo al protocollo.

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Art. 13 - Presentazione di domanda o comunicazione



1. Per le domande presentate direttamente o pervenute con altro sistema di comunicazione all'ufficio protocollo del Comune, la data di arrivo coincide con quella della relativa registrazione al protocollo generale di arrivo della corrispondenza;

2. La domanda di autorizzazione viene presentata o inviata in duplice copia: di esse, una rimarrà al Comune e l'altra servirà all'impresa, in caso di esito positivo con apposizione degli estremi dell'autorizzazione, al fine della sua presentazione al Registro Imprese della Camera di Commercio, entro trenta giorni dall'effettivo inizio dell'attività o della variazione richiesta;

3. La comunicazione di cui all'art. 12 deve essere presentata o inviata in triplice copia, di cui una per il Comune, una per l'impresa ed una per la presentazione al Registro Imprese della Camera di Commercio;

4. Sia la domanda che la comunicazione devono essere compilate in maniera completa e chiara con:

   a. specificazione dell'operazione che si intende effettuare;
   b. indicazione di tutti i dati richiesti, nel frontespizio e nelle sezioni corrispondenti all'operazione che interessa;
   c. le dichiarazioni prescritte nel Decreto, contenute nel modello COM 2 o COM 3, da rendersi barrando obbligatoriamente tutte le caselle relative ed integrandole con i dati eventualmente richiesti nonché sottoscrivendole;

5. Alla domanda o alla comunicazione deve essere allegata fotocopia di un documento di identità in corso di validità di ognuna delle persone che rendono e sottoscrivono dichiarazioni; in caso di cittadini extracomunitari, questi devono allegare fotocopia di valido permesso di soggiorno;

6. Alla domanda deve essere inoltre allegata:

   a. copia foglio di mappa catastale con indicata l'esatta ubicazione dell'esercizio;
   b. planimetria in scala 1:100 o 1:200 (ove non sia già stata presentata a fini urbanistici) dell'esercizio esistente o progetto dell'esercizio da realizzare, con evidenziate la superficie di vendita e quella destinata a magazzini, servizi, uffici. In caso di ampliamento deve essere indicata la superficie preesistente e quella che si intende realizzare;
   c. planimetria in scala 1:500 nella quale si rappresenti il sistema della viabilità pubblica che entra in relazione con il progettato insediamento commerciale, lo schema distributivo del traffico, il sistema degli accessi, le aree di parcheggio a servizio, distinte per tipologia di utenza, gli spazi a destinazione pubblica di cui agli standard del D.M. n° 1444/68;
   d. relazione asseverata da tecnico abilitato attestante la conformità del proposto insediamento o intervento agli strumenti urbanistici ed alla normativa statale e regionale. In particolare deve essere attestata la rispondenza della realizzazione dei raccordi viari ai criteri di cui all'art. 9, comma 3 delle Direttive, nonché il rispetto della dotazione e caratteristiche dei parcheggi secondo la Delibera del Consiglio Comunale di recepimento degli standard di cui alle Direttive suddette;
   e. nel caso di domande presentate per ambiti territoriali oggetto di programmi per la tutela delle aree vulnerabili, relazione circa le conseguenze occupazionali, impegno al rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e degli accordi sindacali territoriali eventualmente siglati;
   f. bilancio dei rifiuti prodotti ed autosmaltiti da parte della struttura da insediare, al fine della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale dei rifiuti, secondo quanto previsto dall'art. 4, comma 6 L.R. 18/05/1998 n° 25;

7. Se la domanda è regolare e completa, il responsabile del procedimento provvede a verificare, ai sensi del D.P.R. n° 447/98 e del D.P.R. n° 445/2000:

   a. il possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 5 del Decreto;
   b. la conformità dell'insediamento alle prescrizioni contenute nei regolamenti comunali di polizia urbana, annonaria ed igienico-sanitaria;
   c. la conformità dell'insediamento ai vigenti strumenti urbanistici ed alle Direttive;
   d. la veridicità delle dichiarazioni contenute nel modello COM 2 utilizzato per l'inoltro della domanda;
   e. il rispetto degli eventuali programmi di cui agli artt. 7, 8 e 9 del Regolamento Regionale e della specifica regolamentazione commerciale con gli stessi introdotta, compresa l'eventuale disponibilità di SVAM (Superficie Vendita Autorizzabile annualmente Medie strutture);

8. L'accertamento delle condizioni di cui al comma precedente può essere effettuato anche a mezzo conferenza dei servizi, da convocare da parte del Responsabile del Procedimento entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della domanda regolare e completa;

9. Per le verifiche d'ufficio e per gli adempimenti conseguenti all'accertamento dei requisiti si applica quanto previsto dal D.P.R. n° 447/98, ivi compresa l'eventuale segnalazione alla Procura della Repubblica in caso di false dichiarazioni in atti.

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Art. 14 - Criteri per il rilascio delle autorizzazioni



1. L'autorizzazione è negata qualora sia stata negata la concessione o l'autorizzazione edilizia per la realizzazione dell'insediamento;

2. Nel caso di domande concorrenti, relative ad aree interessate dall'operatività di programmi per la tutela di aree vulnerabili, per l'apertura di una media struttura di vendita valgono le seguenti priorità, in ordine decrescente:

   a. intervento realizzato per concentrazione o accorpamento di preesistenti esercizi ed assunzione dell'impegno di reimpiego del personale dipendente, con contestuale revoca delle autorizzazioni preesistenti;
   b. qualora si tratti di esercizio appartenente al settore merceologico non alimentare, frequenza, con esito positivo, di un corso di formazione professionale per il commercio o possesso di adeguata qualificazione;
   c. quantità volumetriche di patrimonio edilizio esistente oggetto di recupero;
   d. numero di posti auto ulteriori rispetto a quelli previsti dagli standard e non riservati alla clientela;
   e. numero di occupati;
   f. impegno al rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro;
   g. impegno al rispetto degli accordi sindacali territoriali eventualmente siglati;
   h. tra tutte le priorità di cui alle lettere c), d), e), f), e g) è data priorità alla domanda corredata dal miglior bilancio rifiuti;

3. A seguito dell'approvazione di apposito programma per la tutela delle aree vulnerabili di cui all'art. 9 del Regolamento Regionale, si può prevedere la gradazione dell'inserimento delle medie strutture di vendita, definendo la percentuale massima di incremento annuale dell'indice di equilibrio commerciale nelle aree oggetto di programmazione, non superiori al 50% del territorio comunale. In tal caso si applicano procedure, metodologie di calcolo e priorità stabilite dall'art. 9 e dall'allegato B del Regolamento Regionale;

4. Il rilascio dell'autorizzazione commerciale e della concessione edilizia deve essere contestuale. L'esito negativo di uno dei due procedimenti inficia an

Contenuto inserito il 31-10-2013 aggiornato al 10-02-2014
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