Portale Trasparenza Comune di San Vincenzo - Tributi - NUOVA IMU

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Tipologie di procedimento

Tributi - NUOVA IMU

Responsabile di procedimento: Alletto Daniela, Profeti Mila
Responsabile di provvedimento: Rostagno Elena

Descrizione

Tributi - NUOVA IMU

Responsabile di procedimento: Alletto Daniela, Profeti Mila

Responsabile di provvedimento: Rostagno Elena

Uffici responsabili

Ufficio Entrate - TARI - TASI - IMU

Descrizione

GUIDA AL PAGAMENTO DELLA NUOVA IMU

Con decorrenza dal 2020, la legge di Bilancio ha disposto l'unificazione di Imu e Tasi in un'unica Imposta. Ha stabilito inoltre che l'acconto 2020 deve essere pari al 50% del totale di Imu e Tasi dell'anno 2019, utilizzando i codici tributo relativi all'IMU.
 

Imposta Municipale Propria

L'imposta  municipale  propria  non  si applica:

  • alle abitazioni principali  e  alle  pertinenze  della  stessa,  ad  eccezione  di   quelle classificate nelle  categorie  catastali  A/1,  A/8  e  A/9 e comprese le abitazioni assimilate a quelle principali che in base al regolamento di disciplina della IMU sono le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che le stesse non risultino locate;

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;

  • fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, adibiti ad abitazione principale;

  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;

  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.

 

 

ALIQUOTE NUOVA IMU

 

Aliquota ordinaria nella misura del 1.1 per cento, destinata a

  1. Abitazioni a disposizione e relative pertinenze;

  2. Aree fabbricabili;

  3. Fabbricati accatastati in categoria catastale D/5;

  4. Tutto quanto non rientra nelle successive casistiche:

 

CASISTICHE ALIQUOTE

MISURA ALIQUOTA

1)

Fabbricati produttivi accatastati nelle categorie: D1 – D2 – D3 – D4 – D6 – D7 – D8 – D9 *

 0,8 %

2)

Fabbricati produttivi accatastati nelle categorie:

  • C1, C3, C4, C5;

  • A10;

utilizzati direttamente dal soggetto che li possiede

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

 0,64 %

 

3)

Fabbricati produttivi accatastati nelle categorie:

  • C1, C3, C4, C5;

  • A10;

concessi in affitto 

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

0,84 %

 

4)

Fabbricati di tipo abitativo concessi in comodato gratuito a parenti in linea retta fino al secondo grado, parenti in linea collaterale fino al secondo grado e affini in linea retta fino al primo grado che vi risiedano anagraficamente

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

 

0,5 %

5)

Fabbricati di tipo abitativo concessi in locazione a cittadini ivi residenti, con contratto di affitto a “canone libero”, debitamente registrato

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

0,64 %

 

6)

Fabbricati di tipo abitativo concessi in locazione con contratto di tipo concordato, a titolo di abitazione principale, a soggetti residenti, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della L. 431/98, relativa alla disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili ad uso abitativo

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

0,44 %

e riduzione imposta al 75 %

7)

Fabbricati accatastati nelle categorie B

0,64 %

8)

Fabbricati, di tipo abitativo e non, dotati di impianti fotovoltaici

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

0,84 %

9)

Abitazioni locate, con contratto di locazione di tipo transitorio o con finalità turistiche, per almeno 6 mesi all’anno, anche non continuativi, comprese le unità immobiliari adibite ad affittacamere, sia di tipo professionale che non professionale

OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE

0,84 %

10)

Fabbricati costruiti e destinati  dall'impresa  costruttrice  alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano  in  ogni  caso locati;

0,1 %

11)

Fabbricati rurali ad uso strumentale. N.B.: Nella visura catastale del fabbricato rurale deve essere riportata la seguente annotazione “dichiarata sussistenza dei requisiti di ruralità con domanda prot. n. ... del .......”, se trattasi di immobili diversi dalla categoria D/10.

0,1 %

12)

Terreni agricoli

A decorrere dall'anno  2016,  i terreni ubicati nelle zone del territorio comunale, individuate ai sensi della circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993,  interamente comprese  nei fogli 1-2-3-4-5-6-8-9-10-11-12-13-16, sono esenti; inoltre sono esenti i terreni agricoli posseduti  e  condotti  dai coltivatori diretti e  dagli  imprenditori  agricoli  professionali  di  cui all'articolo 1 del decreto  legislativo  n.  99  del  2004,  iscritti  nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione.

0,46 %

 

 

N.B.: *In base all’art. 1, comma 380, L. n. 228 del 24/12/2012, “E’ riservato allo Stato il gettito dell’imposta municipale propria derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo  catastale D, calcolato con aliquota del  0,76%”.

 

 

ABITAZIONE PRINCIPALE

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente; la contestuale sussistenza dei requisiti della dimora abituale e della residenza anagrafica è presupposto imprescindibile per la qualificazione dell’unità quale abitazione principale. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Si considera abitazione principale anche l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o  sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.


 

PERTINENZE DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE

  1. Per “pertinenze dell’abitazione principale” si intendono esclusivamente quelle unità immobiliari classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo, detenute e direttamente utilizzate dal soggetto passivo titolare dell’immobile adibito ad abitazione principale; l’unità immobiliare è considerata pertinenza a condizione che il possessore, anche se in quota parte, dell'abitazione principale sia altresì possessore, anche se in quota parte, della pertinenza e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita alla predetta abitazione con la presenza degli elementi oggettivi e soggettivi richiesti dall’art. 817 del codice civile.

     

    RESIDENTI ALL’ESTERO

    L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadini italiani residenti all’estero non è assimilata all’abitazione principale, ma alla stessa si applica l’aliquota ordinaria del 11 per mille.

     

    RIDUZIONI

     

    Base imponibile ridotta del 50 per cento:

    1. La base imponibile è ridotta del cinquanta per cento per:

      1. i fabbricati d’interesse storico o artistico di cui all’art. 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

      2. i fabbricati dichiarati inagibili e, di fatto, non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni; L’inagibilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, corredata da relazione tecnica da parte di tecnico abilitato che attesti la dichiarazione di inagibilità del fabbricato.

      3. le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.

     

    Imposta ridotta al 75 per cento per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge n. 431/1998 (applicando l’aliquota dello 0,44 per cento).


     

    Requisiti di fabbricati inagibili

     

    Ai fini dell’applicazione della riduzione della base imponibile al 50% per inagibilità, la stessa deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto che comporta il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza statica (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) ovvero la sopravvenuta perdita dei requisiti minimi igienico-sanitari, che rendono impossibile o pericoloso l’utilizzo dell’immobile stesso che risulta oggettivamente ed assolutamente inidoneo all'uso cui è destinato, per ragioni di pericolo all'integrità fisica o alla salute delle persone.

    Ai fini dell’applicazione delle predette agevolazioni non rileva lo stato di fatiscenza di fabbricati il cui stato di inagibilità e non utilizzabilità possa essere superato con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria di cui all’art. 3, lett. a) e b) del D.P.R. 380/2001 e s.m.i..

    Il fabbricato non può ritenersi inagibile ove ricorrano, a titolo esemplificativo, le seguenti condizioni:

    • fabbricati il cui mancato utilizzo sia dovuto a lavori di qualsiasi tipo diretti alla conservazione, ammodernamento o miglioramento conseguibili con interventi di manutenzione di cui all’art. 3, lett. a) e b) del D.P.R. 380/2001 e s.m.i..

    • fabbricati assoggettati a lavori edilizi di cui all’art. 3 , lett. c), d) ed f) del D.P.R. 380/2001, durante l’esecuzione dei lavori stessi;

    • fabbricati inutilizzati o fabbricati a cui manchino gli allacciamenti ad utenze;

    • fabbricato dichiarato in Catasto come ultimato ma ancora in attesa del certificato di conformità edilizia/agibilità.

    Il fabbricato può ritenersi inagibile ove ricorrano, a titolo esemplificativo, condizioni di fatiscenza sopravvenuta quali:

      • fondazioni con gravi lesioni che possono compromettere la stabilità dell’edificio;

      • strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possano costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo;

      • strutture di collegamento e strutture verticali con gravi lesioni che possano costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale;

      • edifici per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di demolizione o ripristino atta ad evitare danni a cose o persone;

      • edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza non siano più compatibili all'uso per il quale erano destinati.

      Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari (individuate secondo le vigenti procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d'uso, e l’inagibilità riguarda singole unità immobiliari, la riduzione d'imposta dovrà essere applicata solo a queste ultime e non all'intero edificio.

      Ai fini dell’applicazione dell’agevolazione l’inizio della condizione di inagibilità debitamente verificata, decorre dalla data di presentazione in alternativa di:

      1. richiesta di perizia, con costi a carico del proprietario, presentata ai servizi tecnici comunali;

      2. dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/200 al Servizio Tributi, contenente analitica descrizione relativa allo stato dell’immobile e motivazione delle cause di degrado, corredata da perizia di tecnico abilitato attestante lo stato di inagibilità dell’immobile che il Servizio Tributi si riserva di sottoporre ai servizi tecnici comunali per la verifica di veridicità; nel caso di dichiarazione mendace verranno applicate tutte le penalità previste dalla legge e dai regolamenti comunali, oltre che il recupero della maggiore imposta dovuta e non versata.

      Mantengono efficacia ai fini della riduzione le dichiarazioni presentate in materia di ICI ed IMU in precedenti annualità d’imposta, semprechè le condizioni di inagibilità risultino conformi a quanto previsto dal presente articolo.

      L’omissione di uno degli adempimenti sopra citati comporta la decadenza dal diritto al riconoscimento retroattivo ovvero il mancato riconoscimento dell’agevolazione.


         

         

        CHI DEVE PAGARE L'IMU

        L’imposta deve essere pagata da tutti coloro che possiedono fabbricati, aree fabbricabili e  terreni agricoli come proprietari, oppure come titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso o abitazione).

        Nell’applicazione dell’imposta possono verificarsi diversi casi:

        • se l’immobile è posseduto da più proprietari l’imposta deve essere ripartita proporzionalmente tra loro in base alle quote di proprietà e deve essere versata  separatamente;

        • se l’immobile è gravato da un diritto reale di godimento l’imposta deve essere pagata da chi gode di tale diritto, in proporzione alla sua quota;

        • per gli immobili concessi in locazione finanziaria l'imposta deve essere pagata dal locatario finanziario;

        • nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario.

         

        COME SI DETERMINA IL VALORE DELL'IMMOBILE

        Per i fabbricati, la base imponibile è costituita dalla rendita risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno in corso aumentata del coefficiente di rivalutazione (attualmente, il 5%) e  moltiplicata per un coefficiente diverso a seconda della categoria. Il coefficiente per il quale va moltiplicata la rendita rivalutata è uguale a:

        • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

        • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

        • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali D/5 e A/10;

        • 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D ad eccezione dei fabbricati nella categoria D/5;

        • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

         

        Per le aree fabbricabili, la base imponibile è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione (per i relativi valori dell’anno 2020 si rimanda al sito internet www.comune.san-vincenzo.li.it, dove sarà consultabile la perizia di stima dell’anno 2018 confermata anche il corrente anno)

         

        Per i terreni agricoli, la base imponibile è costituita dal reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, aumentato del 25%, e moltiplicato per 135.

         

        QUANTO E QUANDO SI PAGA

        ATTENZIONE: A DECORRERE DALL’ANNO 2013 E’ STATA ABOLITA LA RISERVA D’IMPOSTA A FAVORE DELLO STATO (salvo per quanto riguarda i fabbricati accatastati nella categoria D) PERTANTO L’INTERA IMPOSTA DOVRA’ ESSERE VERSATA AL COMUNE.

        Allo Stato è unicamente riservato il gettito dei fabbricati di categoria D ad uso produttivo ad aliquota  del 0,76 %

        I soggetti passivi devono effettuare il versamento dell’imposta in acconto entro il 16 giugno e a saldo entro il 16 dicembre.

        I versamenti devono essere arrotondati all’Euro, inferiore fino a 0,49 e superiore da 0,50.

        Non devono essere effettuati versamenti, quando l’importo dovuto non supera € 12,00 annui.

         

        MODALITA’ DI VERSAMENTO

        Il versamento potrà essere effettuato tramite modello F24.

        Il modello potrà essere presentato per il versamento presso qualsiasi sportello postale o  bancario. Dovrà essere compilata la sezione “IMU e altri tributi locali”.

        Barrare quindi “ACC” o “SALDO” a seconda che il pagamento si riferisca all’acconto o al saldo, indicare in cifre il “numero di immobili” e nello spazio “Anno di riferimento” l’anno di imposta cui il versamento si riferisce. L’arrotondamento all’unità deve essere effettuato per ciascun rigo dell’F24. Il codice catastale (codice ente) del Comune di San Vincenzo è: I390.

        Il contribuente dovrà utilizzare i seguenti codici tributo:

        3912 – abitazione principale categorie catastali A1-A8-A9

        3913 - fabbricati rurali ad uso strumentale

        3914 – terreni agricoli;

        3916 - aree fabbricabili;

        3918 - altri fabbricati;

        3925 – immobili produttivi classificati nel gruppo catastale D – STATO (ad aliquota del 0,76%);

        3930 - immobili classificati nel gruppo catastale D – incremento comune.

        3939 - fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita

         

        I cittadini italiani residenti all’estero, in alternativa al modello F24, possono effettuare il versamento dell’IMU tramite bonifico bancario con le seguenti modalità: bonifico a favore del Comune di San Vincenzo, specificando la seguente causale “IMU 2020”
        presso la Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo del Nord Est S.p.A. - Agenzia di San Vincenzo (LI) - Tesoreria presso Banca di Credito Cooperativo di Castagneto C.cci 
        codice IBAN: IT 25 E 03599 01800 000000139193.

         

        Nuovo ravvedimento operoso dal 2020

        Con la procedura del ravvedimento operoso è possibile sanare la propria situazione debitoria versando l’imposta, anche in ritardo, con sanzioni ridotte e interessi minimi.

        Con la conversione in Legge del Decreto Fiscale 2020 (D.L. 124/2019, convertito con Legge 157/2019)  viene esteso ai tributi locali il ravvedimento lungo oltre l’anno dopo la scadenza, già disponibile per i tributi erariali.

        Quindi oltre che con il normale ravvedimento operoso, adesso è possibile effettuare versamenti per imposte dopo un anno (e fino a due anni) con una sanzione pari al 4,29% (1/7 della sanzione) e dopo due anni con una sanzione del 5% (1/6 della sanzione).

        Causa ostativa al ravvedimento rimane il ricevimento di un atto da parte del Comune da cui il contribuente abbia notizia che è oggetto di controllo.

        Prospetto di riepilogo del nuovo ravvedimento operoso

        FATTISPECIE

        MODALITÀ
        RAVVEDIMENTO

        SANZIONI

        INTERESSI

        Omesso/parziale
        versamento
        RAVVEDIMENTO SPRINT

        Versamento entro 15 giorni
        dalla scadenza del tributo
        dovuto

        0,1% per ogni giorno fino al
        quindicesimo

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

        Omesso/parziale
        versamento
        RAVVEDIMENTO BREVE

        Versamento entro 30 giorni
        dalla scadenza del tributo
        dovuto

        1/10 del 15% = 1,50%

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

        Omesso/parziale
        versamento
        RAVVEDIMENTO INTERMEDIO

        Versamento entro 90 giorni
        dalla scadenza del tributo
        dovuto

        1/9 del 15% = 1,67%

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

        Omesso versamento
        RAVVEDIMENTO ORDINARIO

        Versamento oltre 30 giorni
        dalla scadenza del tributo
        dovuto, ma entro l’anno

        1/8 del 30% = 3,75%

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

        Omesso versamento
        RAVVEDIMENTO 

        ULTRANNUALE

        Versamento entro il termine
        di presentazione della
        dichiarazione successiva,
        ma entro 2 anni

        1/7 del 30% = 4,28%

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

        Omesso versamento
        RAVVEDIMENTO LUNGO

        Versamento oltre i 2 anni
        del termine di
        presentazione della
        dichiarazione e fino a 5
        anni

        1/6 del 30% = 5,00%

        calcolati a giorni,
        per i giorni di ritardo
        (solo sul tributo)

         

        DICHIARAZIONE IMU E COMUNICAZIONI

        I soggetti passivi dei tributi presentano la dichiarazione relativa alla IMU sul relativo modello ministeriale, entro il termine del 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è intervenuta la variazione.

        Nelle istruzioni ministeriali sono riportate tutte le casistiche per le quali è necessario presentare la dichiarazione.

        In particolare, non si è tenuti a presentare la dichiarazione per i fabbricati per i quali l’unica variazione consiste nell’attribuzione o nel cambiamento della rendita catastale o per i quali è intervenuto un contratto di compravendita.

        Nelle ipotesi di obbligo dichiarativo, il modello deve essere presentato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è intervenuta la variazione.

        La dichiarazione ministeriale I.M.U. presentata, ha effetto anche per gli anni successivi fintanto che non si verificano modificazioni dei dati e degli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.


         

        Si ricorda che devono essere dichiarate, entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione, pena la decadenza dalle agevolazioni, le seguenti circostanze oggetto di aliquote ridotte: 


         

        1)

         Fabbricati produttivi accatastati nelle categorie:

        • C1, C3, C4, C5;

        • A10;

        utilizzati direttamente dal soggetto che li possiede

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

         

        0,64 %

        2)

        Fabbricati produttivi accatastati nelle categorie:

        • C1, C3, C4, C5;

        • A10;

        concessi in affitto 

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (con allegazione della copia del contratto di locazione per il primo anno e copia del rinnovo all’ufficio del registro per gli anni successivi)

         0,84 %

         

        3)

        Fabbricati di tipo abitativo concessi in comodato gratuito a parenti in linea retta fino al secondo grado, parenti in linea collaterale fino al secondo  grado e affini in linea retta fino al primo grado che vi risiedano anagraficamente

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

        0,5 %

         

        4)

        Fabbricati di tipo abitativo concessi in locazione a cittadini ivi residenti, con contratto di affitto a “canone libero”, debitamente registrato

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

        0,64 %

         

        5)

        Fabbricati di tipo abitativo concessi in locazione con contratto di tipo concordato, a titolo di abitazione principale, a soggetti residenti, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della L. 431/98, relativa alla disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili ad uso abitativo

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

        0,44 %

        6)

        Fabbricati, di tipo abitativo e non, dotati di impianti fotovoltaici

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE (esclusivamente per il  primo anno se non intervengono variazioni)

        0,84 %

        7)

        Abitazioni locate, con contratto di locazione di tipo transitorio o con finalità turistiche, per almeno 6 mesi all’anno, anche non continuativi, comprese le unità immobiliari adibite ad affittacamere, sia di tipo professionale che non professionale

        OBBLIGO AUTOCERTIFICAZIONE

        0,84%


        Calcolo IMU 2020

        Chi contattare

        Personale da contattare: Alletto Daniela, Profeti Mila
        Conclusione tramite silenzio assenso: no
        Conclusione tramite dichiarazione dell'interessato: no

        Costi per l'utenza

        Tramite F24

        Modulistica per il procedimento

        Regolamenti per il procedimento

        Servizio online

        Tempi previsti per attivazione servizio online: Non disponibili

        Allegati

        Allegato: TESTO NUOVA IMU.odt (14/08/2020 - 35 kb - generica) File con estensione generica
        Contenuto inserito il 13-12-2013 aggiornato al 31-08-2020
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